KUDZU (Pueraria lobata): una panoramica

A cura del Team R&D di TL Pharma

Sommario

Parole chiave
Abbreviazioni
Riassunto
Introduzione
Vari usi del Kudzu
Il kudzu come fitoterapico
Azione antinfiammatoria
Azione antiossidante
Effetti protettivi cardiovascolari
Azione anti-osteoporosi
Azione cardiometabolica
Conclusioni
Bibliografia

Parole chiave: Kudzu, Isoflavoni, Puerarina, Cardiometabolico, Antinifiammatorio

Abbreviazioni: ERα – Recettore degli Estrogeni alfa, ERβ – Recettore degli Estrogeni beta, SERM – Modulatore Selettivo del Recettore degli Estrogeni, COX2 – Ciclossigenasi 2; iNOS – Nitrossido Sintasi Inducibile, LPS – Lipopolisaccaride, LDL -Lipoproteine a bassa densità, Bcl2 – B-cell Lymphoma, HDL – Lipoproteine ad alta densità, PPAR-γ – Recettore gamma attivato dai proliferatori del perossisoma

Riassunto

Il Kudzu (Pueraria lobata), pianta originaria dell’Asia orientale, è una fonte naturale di isoflavoni bioattivi come puerarina, daidzeina e genisteina. Utilizzato tradizionalmente in ambito alimentare e medicinale, oggi è oggetto di crescente interesse scientifico per le sue potenziali proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, cardioprotettive, anti-osteoporotiche e cardiometaboliche.

Grazie alla sua ricca composizione fitochimica e alla capacità di modulare diversi pathway biologici, il Kudzu rappresenta un fitoterapico di grande interesse in ambito di prevenzione e supporto alle principali alterazioni infiammatorie, metaboliche e cardiovascolari.

Introduzione

Il Kudzu, noto botanicamente come Pueraria lobata (sin. Pueraria montana var. lobata), è una pianta rampicante semi-legnosa appartenente alla famiglia delle Fabaceae. Originaria del Sud-Est

asiatico e ampiamente diffusa in Cina e Giappone, cresce in habitat soleggiati, ai margini delle foreste, ma è capace di adattarsi anche a suoli poveri e ambienti degradati[1].

È interessante notare che il Kudzu sia stato inserito tra le 100 specie invasive più dannose al mondo dalla IUCN, a testimonianza della sua straordinaria capacità di adattam

 

ento e crescita [2].

La parte di pianta utilizzata è la radice tuberosa, ricca di amido, acqua, fibre e soprattutto di isoflavoni, metaboliti secondari appartenenti alla famiglia dei flavonoidi.

Nella radice sono stati identificati oltre 50 isoflavoni, tra cui:

    • Puerarina
  • Daidzeina
  • Daidzina
  • Genisteina
  • 3’-idrossi-puerarina.

 

Fig.1 – Principali isoflavoni della radice di Kudzu [1].

Il profilo fitochimico può variare in base alle tecniche di estrazione e purificazione impiegate.

Tradizionalmente impiegato anche a scopo alimentare (l’amido di Kudzu è utilizzato nella preparazione di dolci e noodles giapponesi, come i kuzukiri), oggi il suo interesse principale è legato alle proprietà biologiche dei suoi composti attivi.

Vari usi del Kudzu

Storicamente, il Kudzu è stato utilizzato in ambito alimentare, per l’elevato contenuto in amido, nella medicina tradizionale asiatica, in formulazioni cosmetiche, come supporto fitoterapico per diverse condizioni metaboliche e infiammatorie. La letteratura scientifica moderna attribuisce agli isoflavoni della radice proprietà:

  • Epatoprotettive
  • Ipocolesterolemizzanti
  • Antinfiammatorie
  • Immunomodulatorie
  • Antiossidanti
  • Neuroprotettive
  • Cardioprotettive
  • Antidiabetiche
  • Anti-osteoporotiche

Questa molteplicità di effetti è legata alla capacità degli isoflavoni di interagire con pathway cellulari chiave, inclusi quelli mediati dai recettori estrogenici, dal PPAR-γ e dal sistema NF-κB [3], [4], [5], [6], [7] [8], [9].

Il kudzu come fitoterapico

La parte di pianta solitamente impiegata in ambito di integrazione alimentare è la radice del Kudzu, ricca in isoflavoni. Gli isoflavoni del Kudzu sono classificati come fitoestrogeni naturali. Dal punto di vista strutturale (Fig.1), queste molecole presentano analogie con il 17β-estradiolo e possono legarsi ai recettori estrogenici (ERα ed ERβ), comportandosi come modulatori selettivi del recettore degli estrogeni (SERM-like) [10].

Questa caratteristica contribuisce a spiegare molte delle attività biologiche osservate:

  • Modulazione del turnover osseo [11]
  • Regolazione del metabolismo lipidico [12]
  • Controllo dell’infiammazione [13]
  • Supporto della funzione endoteliale [14]

La puerarina, principale isoflavone della radice, è considerata il composto maggiormente studiato.

Azione antinfiammatoria

Numerosi studi in vitro hanno evidenziato la capacità della puerarina di modulare i processi infiammatori. In particolare, è stato osservato che:

  • Inibisce COX-2 e iNOS
  • Riduce l’attivazione del pathway NF-κB
  • Sopprime l’espressione di TNF-α e altre citochine pro-infiammatorie
  • Riduce l’espressione della proteina C-reattiva (CRP)

In modelli cellulari (macrofagi RAW264.7 stimolati da LPS), la puerarina ha mostrato un’inibizione dose-dipendente della risposta infiammatoria, suggerendo un potenziale ruolo nel controllo dell’infiammazione cronica a basso grado, condizione spesso alla base di patologie metaboliche e cardiovascolari [13].

Azione antiossidante

Lo stress ossidativo rappresenta un fattore chiave nello sviluppo di patologie cardiovascolari, metaboliche e degenerative.  La puerarina ha dimostrato di neutralizzare radicali liberi (anione superossido e radicale idrossile), ridurre la formazione di carbonili proteici, inibire la nitratazione proteica, prevenire l’ossidazione delle LDL, ridurre l’emolisi ossidativa.  In modelli sperimentali, il trattamento con il Kudzu ha mostrato un aumento dell’espressione di Bcl-2, contribuendo alla protezione cellulare in condizioni di stress ossidativo [8], [15], [16], [9].

Effetti protettivi cardiovascolari

Uno degli ambiti più studiati è quello cardiovascolare. La puerarina ha dimostrato di migliorare la funzione endoteliale, stimolare la produzione di ossido nitrico (NO) tramite eNOS, ridurre l’endotelina-1 (ET-1), attenuare i marcatori infiammatori in pazienti con malattia coronarica.

In uno studio clinico su pazienti con coronaropatia e angina stabile, l’aggiunta di puerarina alla terapia convenzionale ha mostrato un miglioramento della funzione endoteliale e una riduzione dei marker infiammatori rispetto al gruppo di controllo [14].

Questi dati suggeriscono un potenziale ruolo del Kudzu nel supporto alla salute vascolare e nella protezione dall’aterosclerosi.

Azione anti-osteoporosi

Il tessuto osseo è un sistema dinamico regolato dall’equilibrio tra osteoclasti (riassorbimento) e osteoblasti (formazione). Studi clinici su donne in post-menopausa hanno evidenziato che l’estratto di Kudzu:

  • Riduce i livelli di CTX-I (biomarcatore di riassorbimento osseo)
  • Riduce CTX-II (biomarcatore di degradazione cartilaginea)
  • Migliora il turnover osseo in modo dose-dipendente

Il meccanismo ipotizzato coinvolge l’attivazione dell’osteoprotegerina, l’inibizione del pathway RANKL/NF-κB ed il coinvolgimento preferenziale del recettore estrogenico ERβ [11].

Questi dati suggeriscono un potenziale ruolo nel supporto alla salute ossea, specialmente in condizioni caratterizzate da alterato equilibrio estrogenico (come nel caso delle donne in menopausa).

Azione cardiometabolica

Le alterazioni metaboliche quali dislipidemia, insulino-resistenza, accumulo adiposo, sono strettamente correlate a infiammazione cronica e stress ossidativo. Studi in vivo su modelli animali [12] hanno evidenziato che l’estratto di Pueraria lobata:

  • Riduce colesterolo totale e trigliceridi
  • Migliora il profilo HDL/LDL
  • Riduce l’accumulo di grasso epatico
  • Migliora la sensibilità insulinica
  • Modula l’espressione del recettore nucleare PPAR-γ

Il PPAR-γ è un regolatore chiave del metabolismo lipidico e glucidico: la sua attivazione favorisce il miglioramento della segnalazione insulinica e la ridistribuzione dei lipidi verso compartimenti metabolici meno dannosi.  Ulteriori evidenze indicano che la puerarina:

  • Inibisce il pathway TNF-α/NF-κB
  • Riduce l’ipertrofia adipocitaria
  • Promuove l’apoptosi dei preadipociti
  • Riduce l’infiammazione associata all’obesità
  • L’azione appare quindi multimodale e sistemica.

Conclusioni

Il Kudzu rappresenta un fitoterapico di grande interesse scientifico grazie alla sua ricca composizione in isoflavoni e alla capacità di modulare pathway chiave coinvolti in infiammazione, stress ossidativo, salute cardiovascolare, metabolismo lipidico e glucidico, turnover osseo.

La crescente letteratura clinica e preclinica suggerisce un potenziale ruolo del Kudzu come supporto fitoterapico in condizioni caratterizzate da squilibri metabolici, infiammatori e ormonali.

Il suo profilo multifunzionale lo rende una pianta di particolare interesse nello sviluppo di formulazioni innovative ad alto valore scientifico.

Bibliografia

[1]      T. Xuan et al., “Advances in Extraction, Purification, and Analysis Techniques of the Main Components of Kudzu Root: A Comprehensive Review,” Molecules, vol. 28, no. 18, p. 6577, Sep. 2023, doi: 10.3390/molecules28186577.
[2]      “https://www.naturachevale.it/wp-content/uploads/2019/02/Pueraria-lobata.pdf”.
[3]      Y. Yuan et al., “Puerarin attenuates pressure overload-induced cardiac hypertrophy,” J. Cardiol., vol. 63, no. 1, pp. 73–81, Jan. 2014, doi: 10.1016/j.jjcc.2013.06.008.
[4]      Y.-D. Jeon, J.-H. Lee, Y.-M. Lee, and D.-K. Kim, “Puerarin inhibits inflammation and oxidative stress in dextran sulfate sodium-induced colitis mice model,” Biomedicine & Pharmacotherapy, vol. 124, p. 109847, Apr. 2020, doi: 10.1016/j.biopha.2020.109847.
[5]      Z.-K. Wang et al., “Puerarin protects against myocardial ischemia/reperfusion injury by inhibiting inflammation and the NLRP3 inflammasome: The role of the SIRT1/NF-κB pathway,” Int. Immunopharmacol., vol. 89, p. 107086, Dec. 2020, doi: 10.1016/j.intimp.2020.107086.
[6]      L.-P. Yan, S.-W. Chan, A. S.-C. Chan, S.-L. Chen, X.-J. Ma, and H.-X. Xu, “Puerarin decreases serum total cholesterol and enhances thoracic aorta endothelial nitric oxide synthase expression in diet-induced hypercholesterolemic rats,” Life Sci., vol. 79, no. 4, pp. 324–330, Jun. 2006, doi: 10.1016/j.lfs.2006.01.016.
[7]      S. Zhang et al., “Puerarin Induces Angiogenesis in Myocardium of Rat with Myocardial Infarction,” Biol. Pharm. Bull., vol. 29, no. 5, pp. 945–950, 2006, doi: 10.1248/bpb.29.945.
[8]      S. Cao, X. Li, H. Yin, J. Wang, and J. Liu, “Dietary Puerarin Supplementation Improves Immune Response and Antioxidant Capacity of Sows,” Antioxidants, vol. 13, no. 3, p. 290, Feb. 2024, doi: 10.3390/antiox13030290.
[9]      H. Dong et al., “Pueraria lobata antioxidant extract ameliorates non-alcoholic fatty liver by altering hepatic fat accumulation and oxidative stress,” J. Ethnopharmacol., vol. 333, p. 118468, Oct. 2024, doi: 10.1016/j.jep.2024.118468.
[10]   J. Wang et al., “Extraction, structural-activity relationships, bioactivities, and application prospects of Pueraria lobata polysaccharides as ingredients for functional products: A review,” Int. J. Biol. Macromol., vol. 243, p. 125210, Jul. 2023, doi: 10.1016/j.ijbiomac.2023.125210.
[11]   A. R. Bihlet et al., “The Efficacy and Safety of Multiple Dose Regimens of Kudzu (Pueraria lobata) Root Extract on Bone and Cartilage Turnover and Menopausal Symptoms,” Front. Pharmacol., vol. 12, Oct. 2021, doi: 10.3389/fphar.2021.760629.
[12]   J. H. Oh et al., “Investigating the Systems-Level Effect of Pueraria lobata for Menopause-Related Metabolic Diseases Using an Ovariectomized Rat Model and Network Pharmacological Analysis,” Biomolecules, vol. 9, no. 11, p. 747, Nov. 2019, doi: 10.3390/biom9110747.
[13]   Y. Zhou, H. Zhang, and C. Peng, “Puerarin: A Review of Pharmacological Effects,” Phytotherapy Research, vol. 28, no. 7, pp. 961–975, Jul. 2014, doi: 10.1002/ptr.5083.
[14]   S. Zhang, L. Chen, Z. Zhou, W. Fan, and S. Liu, “Effects of Puerarin on Clinical Parameters, Vascular Endothelial Function, and Inflammatory Factors in Patients with Coronary Artery Disease,” Medical Science Monitor, vol. 25, pp. 402–408, Jan. 2019, doi: 10.12659/MSM.911108.
[15]   L. Liu et al., “Pueraria lobata-derived peptides hold promise as a novel antioxidant source by mitigating ethanol-induced oxidative stress in HepG2 cells through regulating the Keap1/Nrf2 pathway,” Food Chem., vol. 490, p. 145014, Oct. 2025, doi: 10.1016/j.foodchem.2025.145014.
[16]   W. Cherdshewasart and W. Sutjit, “Correlation of antioxidant activity and major isoflavonoid contents of the phytoestrogen-rich Pueraria mirifica and Pueraria lobata tubers,” Phytomedicine, vol. 15, no. 1–2, pp. 38–43, Jan. 2008, doi: 10.1016/j.phymed.2007.07.058.

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