Glaucoma:
il ladro silenzioso della vista

A cura del Team R&D di TL Pharma

Sommario

Parole chiave
Abbreviazioni
Riassunto
Introduzione
La pressione intraoculare
Il nervo ottico
Approccio nutraceutico integrato alla terapia farmacologica topica
Bibliografia

Parole chiave: glaucoma, neuroinfiammazione, medicina integrata, neuroprotezione.

Abbreviazioni: RGC – Retinal Ganglion Cells, POAG – Primary Open Angle Glaucoma, IOP – Intra Ocular Pressure

Riassunto

L’approccio terapeutico di riferimento per il Glaucoma è il trattamento locale con gocce oculari a base di principi attivi in grado di ridurre la pressione intraoculare. Questo obiettivo terapeutico è molto importante perché una pressione intraoculare elevata, uno dei principali fattori di rischio nello sviluppo del glaucoma, schiaccia meccanicamente la testa del nervo ottico, danneggiandolo e compromettendo la vista. Per questo i colliri, abbassando la pressione intraoculare, proteggono indirettamente anche il nervo ottico.

Tuttavia, altri fattori di rischio contribuiscono alla patogenesi di questa neuropatia ottica: stress ossidativo, eccitotossicità, neuroinfiammazione, flusso ematico oculare alterato. Per questo è necessario sviluppare trattamenti nutraceutici al fine di limitare i danni alla retina e prolungare la sopravvivenza delle cellule gangliari retiniche (RGC), con un approccio complementare da abbinare al trattamento farmacologico.

Una terapia nutrizionale sistemica in associazione alla terapia farmacologica locale (talvolta non risolutiva), risulta oggi di grande interesse clinico grazie al suo forte potenziale terapeutico. Pertanto, la nutraceutica sistemica è l’anello mancante per un approccio terapeutico completo di medicina integrata, sempre più richiesta da specialisti e pazienti. Per TL Pharma, questo rappresenta il futuro della gestione del glaucoma.

Introduzione

Il glaucoma è una patologia a carico del nervo ottico; ne determina, infatti, la progressiva degenerazione. Le conseguenze sulla vista sono rappresentate da una perdita progressiva ed irreversibile del campo visivo, mentre dal punto di vista anatomico si ha un graduale schiacciamento della testa del nervo ottico.

L’occhio ha una sua pressione interna, legata alla produzione dell’umore acqueo a livello del corpo ciliare. L’umore acqueo viene eliminato attraverso le strutture presenti nell’angolo camerulare (zona dell’occhio dove la cornea incontra l’iride). Se l’umore acqueo non può defluire correttamente, a causa ad esempio di un’anomalia anatomica a livello dell’angolo camerulare, si ha un brusco aumento della pressione oculare, con esordio acuto di sintomi dolorosi, che progressivamente portano allo sviluppo della patologia.

Esistono diverse forme di glaucoma, tra cui il glaucoma primario ad angolo aperto o POAG (malattia cronica, rappresenta quasi il 90% dei casi di glaucoma), che è il più comune ed è asintomatico, e il glaucoma ad angolo chiuso (malattia acuta), che è meno frequente ma più grave infatti determina forte dolore, nausea e vomito. Il glaucoma può essere di natura ipertensiva ma anche normotensiva.

Il glaucoma è definito come il “ladro silenzioso della vista”, è importante diagnosticarlo precocemente prima che possa causare dei danni irreversibili, soprattutto nel caso del glaucoma primario ad angolo aperto, che è spesso asintomatico [1]. Proprio per l’assenza di sintomi visibili, spesso il glaucoma viene diagnosticato tardivamente, quando si ha già una perdita sostanziale della vista. A tal proposito, per non incorrere in questo problema, è importante sottoporsi ad uno screening della salute della vista che riconosca precocemente la problematica.

La perdita delle cellule gangliari della retina (RGC) è il processo principale del nervo ottico glaucomatoso ed è innescata da vari fattori, tra cui l’esaurimento della neurotrofina,  la neuroeccitotossicità del glutammato, l’ischemia,  l’ossido nitrico e la formazione di specie reattive dell’ossigeno,  i processi autoimmuni, e l’infiammazione [2].

Lo stress ossidativo è strettamente correlato alla senescenza cellulare, eccitotossicità e neuroinfiammazione, che contribuiscono alla progressione del glaucoma. La modulazione dell’infiammazione e dello stress ossidativo può rappresentare una preziosa strategia terapeutica [3].

La pressione intraoculare

La pressione oculare (IOP) è la misura della pressione all’interno dell’occhio, esercitata dall’umore acqueo, fluido prodotto dal corpo ciliare, con la funzione di fornire nutrimento e mantenere la forma globulare dell’occhio. Il sistema di drenaggio dell’umore acqueo è essenziale per mantenere una pressione oculare equilibrata e prevenire l’aumento della pressione intraoculare che può portare a condizioni come il glaucoma.

I valori di riferimento nella popolazione normale e che permettono una refrazione, cioè una corretta visione, variano dai 10 ai 18 mmHg.

Nel trattamento del glaucoma, ridurre una pressione intraoculare elevata è, e deve essere, una priorità clinica. Pertanto, l’approccio di prima linea, che si dimostra efficace nel preservare la funzione visiva è l’abbassamento della PIO, sia negli stadi iniziali che in quelli avanzati.

Molti pazienti affetti da glaucoma subiscono danni che persistono nonostante la regolazione della pressione intraoculare tramite l’applicazione topica di colliri, pertanto sono state studiate altre possibili aree di trattamento, tra cui il flusso sanguigno oculare e la neuroprotezione [4].

In passato si pensava che l’erosione della testa del nervo ottico e la conseguente perdita di campo visivo fossero la conseguenza di un’elevata pressione intraoculare, ma in tempi più recenti si è scoperto che non è sempre così. Possiamo dire quindi che l’ipertensione dell’occhio non è una causa del glaucoma bensì un fattore di rischio.

Il nervo ottico

Il nervo ottico rappresenta il II paio di nervi cranici; è un fascio di fibre nervose che trasmette le informazioni visive dall’occhio alla corteccia visiva del cervello, dove le immagini vengono poi interpretate. I raggi luminosi convergono sulla retina, in particolare sulla fovea centrale (macula), nonché una struttura altamente specializzata che presiede alla percezione dei colori ed alla sensibilità al contrasto, dopodiché il segnale luminoso viene trasformato in segnale elettrico e, tale segnale elettrico raggiunge la corteccia visiva tramite il nervo ottico.

La correlazione tra glaucoma e cervello è legata, principalmente, proprio al nervo ottico, che collega l’occhio al cervello, e quindi al Sistema Nervoso Centrale. Quando si verifica un danno al nervo ottico, come nel caso del glaucoma, le informazioni visive non vengono trasmesse correttamente, portando alla perdita della vista.

Il danno al nervo ottico causato dal glaucoma è spesso dovuto all’aumento della pressione intraoculare, che comprime le fibre nervose e può interrompere la loro capacità di inviare segnali al cervello. Questo processo di danno progressivo può iniziare a livello del nervo ottico e, se non trattato, può evolvere in una perdita permanente della visione.

Di recente si suggerisce che il glaucoma possa avere un impatto anche su altre funzioni cerebrali, come la neuroplasticità. Il glaucoma è associato a fattori infiammatori tossici che portano alla morte cellulare e alla progressione della malattia. Per questo è essenziale preservare l’integrità del nervo ottico o limitare i danni e rallentare la progressione della neurodegenerazione, tramite la neuroprotezione [5].

Approccio nutraceutico integrato alla terapia farmacologica topica

La salute complessiva del sistema nervoso e del cervello può influenzare la progressione del glaucoma. La neuroprotezione può essere definita come un approccio terapeutico volto a prevenire, bloccare e, in alcuni casi, invertire il danno alle cellule neuronali. Le anomalie del flusso sanguigno nella testa del nervo ottico possono innescare la cascata glaucomatosa che porta al danno neuroassonale, sebbene la pressione di perfusione possa essere rilevante nel glaucoma ma molto difficile da misurare.

Le strategie di trattamento per prevenire la progressione della malattia nel glaucoma dovrebbero anche considerare la degenerazione neurale centrale oltre la retina e la testa del nervo ottico [6]. Per questo, la neuroprotezione ha guadagnato progressivamente più interesse come nuova strategia per prevenire o ritardare la progressione dei danni glaucomatosi morfologici e funzionali [7].

Diversi sono gli obiettivi terapeutici che dovrebbe avere un integratore a supporto della prevenzione e del rallentamento della progressione del Glaucoma, come l’effetto vasoattivo per supportare la corretta circolazione a livello oculare, la regolazione emoreologica, azione antinfiammatoria (nell’umore acqueo dei pazienti con glaucoma ad angolo aperto sono elevati i livelli di IL-8 [8], il che indica che potrebbe avere un ruolo critico in suddetta patologia), azione antiossidante, limitazione della degenerazione ipossica causata dal glaucoma, riduzione dello stress ossidativo nei mitocondri, regolazione della PIO in sinergismo con il trattamento topico, riduzione del rischio di ischemia retinica, neuroprotezione.

Per comprendere meglio l’importanza di un approccio nutraceutico integrato, si può paragonare un occhio colpito da glaucoma a una barca che, a causa di un danno alla sua struttura, comincia ad imbarcare acqua. Il trattamento con colliri rappresenta il primo soccorso: serve a ridurre la quantità d’acqua che entra, ovvero ad abbassare la pressione intraoculare. Tuttavia, da solo non basta, perché il danno alla struttura della barca (cioè del nervo ottico) continua a far entrare acqua.

In altre parole, il collirio è efficace nel controllare la pressione, ma non agisce sulla causa profonda del problema. È qui che entra in gioco l’approccio della medicina integrata: l’assunzione sistemica di un integratore formulato in modo mirato può contribuire a rafforzare la struttura della barca, offrendo una protezione dalla neurodegenerazione. In questo modo, si può non solo contenere il danno, ma anche rallentare la progressione della patologia.

Conclusioni

Il glaucoma è una patologia complessa e multifattoriale, in cui il solo controllo della pressione intraoculare, seppur fondamentale, non è sempre sufficiente a prevenire la progressione del danno al nervo ottico. Le evidenze scientifiche più recenti ci mostrano come fattori neurodegenerativi, infiammatori, vascolari e ossidativi giochini un ruolo cruciale nella sua evoluzione.

Per questo motivo, accanto alla terapia farmacologica topica tradizionale, diventa sempre più rilevante un approccio integrato che consideri anche il supporto nutraceutico sistemico. Un integratore formulato in modo strategico può offrire benefici su più fronti: migliorare la circolazione oculare, contrastare lo stress ossidativo e l’infiammazione, e soprattutto contribuire alla protezione delle strutture neuronali coinvolte nella trasmissione del segnale visivo.

In questa visione, la nutraceutica non sostituisce la terapia tradizionale, ma ne rappresenta un valido alleato, contribuendo a preservare nel tempo la funzione visiva e la qualità di vita del paziente. Una strategia terapeutica combinata, che unisca trattamento topico e supporto sistemico mirato, può rappresentare oggi una risposta più completa ed efficace alla sfida rappresentata dal glaucoma.

Bibliografia

[1]      G. Gallo Afflitto, F. Aiello, M. Cesareo, and C. Nucci, “Primary Open Angle Glaucoma Prevalence in Europe: A Systematic Review and Meta-Analysis,” J Glaucoma, vol. 31, no. 10, pp. 783–788, Oct. 2022, doi: 10.1097/IJG.0000000000002083.

[2]      S. H. Shim, J. M. Kim, C. Y. Choi, C. Y. Kim, and K. H. Park, “Ginkgo biloba Extract and Bilberry Anthocyanins Improve Visual Function in Patients with Normal Tension Glaucoma,” J Med Food, vol. 15, no. 9, pp. 818–823, Sep. 2012, doi: 10.1089/jmf.2012.2241.

[3]      C. Baudouin, M. Kolko, S. Melik-Parsadaniantz, and E. M. Messmer, “Inflammation in Glaucoma: From the back to the front of the eye, and beyond,” Prog Retin Eye Res, vol. 83, p. 100916, Jul. 2021, doi: 10.1016/j.preteyeres.2020.100916.

[4]      G. C. M. Rossi et al., “Effect of palmitoylethanolamide on inner retinal function in glaucoma: a randomized, single blind, crossover, clinical trial by pattern-electroretinogram,” Sci Rep, vol. 10, no. 1, p. 10468, Jun. 2020, doi: 10.1038/s41598-020-67527-z.

[5]      C. Baudouin, M. Kolko, S. Melik-Parsadaniantz, and E. M. Messmer, “Inflammation in Glaucoma: From the back to the front of the eye, and beyond,” Prog Retin Eye Res, vol. 83, p. 100916, Jul. 2021, doi: 10.1016/j.preteyeres.2020.100916.

[6]      N. Gupta, “Human glaucoma and neural degeneration in intracranial optic nerve, lateral geniculate nucleus, and visual cortex,” British Journal of Ophthalmology, vol. 90, no. 6, pp. 674–678, Jun. 2006, doi: 10.1136/bjo.2005.086769.

[7]      L. Vitiello, L. Capasso, G. Cembalo, I. De Pascale, R. Imparato, and M. De Bernardo, “Herbal and Natural Treatments for the Management of the Glaucoma: An Update,” Biomed Res Int, vol. 2023, no. 1, Jan. 2023, doi: 10.1155/2023/3105251.

[8]      Y. Takai, M. Tanito, and A. Ohira, “Multiplex Cytokine Analysis of Aqueous Humor in Eyes with Primary Open-Angle Glaucoma, Exfoliation Glaucoma, and Cataract,” Investigative Opthalmology & Visual Science, vol. 53, no. 1, p. 241, Jan. 2012, doi: 10.1167/iovs.11-8434.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Compila questo campo
Compila questo campo
Inserisci un indirizzo email valido.
Devi accettare i termini per procedere