CISTITE:
sintomi, cause, prevenzione e trattamento

A cura del Team R&D di TL Pharma

Sommario

Parole chiave
Riassunto
Cistite: cos’è e come si diagnostica
La cistite nella donna
Cistite acuta
La cistite nei bambini
Soggetti maggiormente predisposti alle cistiti

Approccio non farmacologico alla cistite: prevenzione e trattamento
Conclusioni

Parole chiave: cistite, infezioni delle vie urinarie, cistite ricorrente, antibiotico resistenza, D-mannosio

Riassunto

La cistite è un’infiammazione della vescica urinaria, nella maggior parte dei casi causata da un’infezione batterica, prevalentemente da Escherichia coli. È una delle infezioni delle vie urinarie più comuni e colpisce soprattutto le donne, ma può interessare anche bambini e soggetti con condizioni predisponenti come diabete, immunodepressione o anomalie delle vie urinarie.

La diagnosi si basa principalmente sulla valutazione dei sintomi clinici e, nei casi indicati, su esame delle urine e urinocoltura. Il trattamento prevede l’uso mirato di antibiotici nei casi necessari, affiancato da misure preventive e comportamentali.

Negli ultimi anni, la crescente diffusione dell’antibiotico-resistenza ha reso sempre più importante un approccio razionale alla terapia e una maggiore attenzione alla prevenzione delle recidive, anche attraverso l’utilizzo di nutraceutici e fitoterapici come supporto.

Cistite: cos’è e come si diagnostica  

La cistite è un’infiammazione della vescica urinaria che, nella maggior parte dei casi, è causata da un’infezione batterica delle basse vie urinarie. Si tratta di una delle infezioni più frequenti nella popolazione generale. Il batterio maggiormente coinvolto è Escherichia coli, responsabile di circa il 75-95% delle infezioni urinarie non complicate [1].

Sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di una condizione benigna e facilmente trattabile, episodi ricorrenti possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita e richiedere un approfondimento diagnostico.

La diagnosi della cistite si basa innanzitutto sulla valutazione dei sintomi riferiti dal paziente e sull’anamnesi clinica. Se il paziente descrive sintomi tipici come bruciore durante la minzione, aumento della frequenza urinaria, urgenza minzionale, dolore o fastidio, la diagnosi può essere formulata su base clinica. Tuttavia, in presenza di recidive frequenti, sintomi atipici, gravidanza, età pediatrica o sospetta infezione complicata, possono essere necessari ulteriori accertamenti[2].

L’esame delle urine rappresenta il primo strumento diagnostico per evidenziare la presenza di leucociti, nitriti o batteri. Nei casi selezionati, il medico può richiedere un’urinocoltura, che consente di identificare il microrganismo responsabile dell’infezione e di valutarne la sensibilità agli antibiotici.

Una diagnosi corretta e tempestiva permette non solo di trattare efficacemente l’episodio acuto, ma anche di individuare eventuali fattori predisponenti e di adottare strategie preventive volte a ridurre il rischio di recidive[3].

La cistite nella donna

La cistite rappresenta una delle infezioni batteriche più comuni nel sesso femminile. Si stima che fino all’80% delle donne sperimenti almeno un episodio di infezione urinaria nel corso della vita e che una quota significativa sviluppi episodi ricorrenti. Questa maggiore suscettibilità è dovuta principalmente a fattori anatomici e fisiologici che facilitano la colonizzazione e la risalita dei batteri verso la vescica [4] [5].

L’uretra della donna è infatti significativamente più corta rispetto a quella maschile, consentendo ai microrganismi di raggiungere più facilmente le vie urinarie. Inoltre, la vicinanza anatomica tra uretra e regione perianale favorisce il trasferimento di batteri di origine intestinale, in particolare Escherichia coli, responsabile della maggior parte delle cistiti acute non complicate.

La gravidanza costituisce un’ulteriore condizione predisponente. Le modificazioni ormonali e anatomiche che si verificano durante la gestazione determinano un rallentamento del flusso urinario e una riduzione del tono della muscolatura delle vie urinarie, favorendo il ristagno delle urine e la proliferazione batterica. Per tale ragione le infezioni urinarie in gravidanza richiedono particolare attenzione e un monitoraggio adeguato [6].

Anche la menopausa è associata a un aumento del rischio di cistite. La progressiva riduzione dei livelli di estrogeni comporta modificazioni della mucosa urogenitale e alterazioni del microbiota vaginale, con una diminuzione dei lattobacilli normalmente presenti. Questi cambiamenti riducono le naturali difese dell’apparato urinario e favoriscono la colonizzazione da parte di microrganismi potenzialmente patogeni [7].

Cistite acuta

Nei pazienti con cistite acuta, l’infezione innesca una risposta immunitaria e infiammatoria innata rapida e potente nella mucosa della vescica. I sintomi clinici includono dolore, urgenza e frequenza della minzione. La base molecolare di questi sintomi non è ben compresa, ma è stato dimostrato che le interazioni batteriche con l’epitelio della vescica creano cascate infiammatorie che coinvolgono anche le cellule della mucosa adiacenti, come mastociti e macrofagi.

La cistite acuta sta rapidamente diventando un enigma terapeutico, poiché la resistenza agli antibiotici sta riducendo al minimo le opzioni. La cistite acuta può essere identificata come una condizione iper-infiammatoria guidata dall’interleuchina-1 beta (IL-1β) della vescica urinaria infetta e il blocco del recettore IL-1 potrebbe rappresentare una nuova strategia terapeutica [8].

La cistite nei bambini

La cistite può riguardare anche bambini in età pediatrica, specialmente le bambine. Le cause possono riguardare una scarsa o non corretta igiene intima, la tendenza a trattenere l’urina per molte ore, la stitichezza e un’insufficiente assunzione di liquidi, anomalie anatomiche o funzionali delle vie urinarie.

I sintomi possono variare in base all’età del bambino: nei più grandi sono frequenti bruciore o dolore durante la minzione, bisogno di urinare spesso, urgenza minzionale, dolore al basso ventre e talvolta presenza di urine torbide o maleodoranti. Nei lattanti e nei bambini più piccoli i segni possono essere meno specifici e includere febbre, irritabilità, scarso appetito o difficoltà ad aumentare di peso [9].

È opportuno rivolgersi al pediatra in presenza di febbre senza una causa evidente, dolore durante la minzione, comparsa di sangue nelle urine o sintomi urinari persistenti, poiché una diagnosi e un trattamento tempestivi aiutano a prevenire complicanze e la possibile estensione dell’infezione ai reni.

Azione antiossidante

Lo stress ossidativo rappresenta un fattore chiave nello sviluppo di patologie cardiovascolari, metaboliche e degenerative.  La puerarina ha dimostrato di neutralizzare radicali liberi (anione superossido e radicale idrossile), ridurre la formazione di carbonili proteici, inibire la nitratazione proteica, prevenire l’ossidazione delle LDL, ridurre l’emolisi ossidativa.  In modelli sperimentali, il trattamento con il Kudzu ha mostrato un aumento dell’espressione di Bcl-2, contribuendo alla protezione cellulare in condizioni di stress ossidativo [8], [15], [16], [9].

Soggetti maggiormente predisposti alle cistiti

Oltre alla maggiore incidenza nel sesso femminile, esistono diverse categorie di pazienti che presentano un rischio aumentato di sviluppare infezioni delle vie urinarie.

Tra questi rientrano i pazienti con diabete mellito, nei quali l’alterazione del controllo glicemico e possibili disfunzioni vescicali possono favorire la crescita batterica e il ristagno urinario [10].

Anche le persone anziane sono più esposte, a causa della riduzione delle difese immunitarie, della frequente presenza di patologie concomitanti e di possibili alterazioni della funzione vescicale [11].

Un ulteriore gruppo a rischio è rappresentato dai soggetti immunocompromessi, nei quali una risposta immunitaria ridotta può facilitare l’insorgenza e la persistenza delle infezioni urinarie [12].

Anche i pazienti portatori di catetere urinario e quelli con anomalie anatomiche o funzionali delle vie urinarie presentano una maggiore predisposizione, spesso associata a infezioni ricorrenti o più complesse.

Nel complesso, questi fattori evidenziano come la cistite possa essere favorita non solo da condizioni transitorie, ma anche da situazioni cliniche croniche che richiedono un’attenzione preventiva mirata.

Approccio farmacologico alla cistite e antibiotico-resistenza

   Quando sono necessari gli antibiotici?

Gli antibiotici rappresentano il trattamento di riferimento nelle cistiti batteriche, ma devono essere utilizzati in modo appropriato e sulla base delle indicazioni del medico. Tra quelli maggiormente impiegati ci sono la fosfomicina come farmaco di prima scelta, la nitrofurantoina come altra opzione di prima scelta, associazioni come trimetoprim/sulfametossazolo in situazioni specifiche, fluorochinoloni.

È fondamentale eseguire l’urinocoltura, esame che identifica con certezza il batterio responsabile dell’infezione e ne determina la sensibilità agli antibiotici attraverso l’antibiogramma, guidando la scelta dell’antibiotico adeguato.

   Il problema dell’antibiotico-resistenza

L’uso eccessivo o scorretto degli antibiotici favorisce la selezione di batteri resistenti, rendendo più difficile il trattamento delle infezioni future. Le principali linee guida internazionali sottolineano l’importanza dell’impiego razionale degli antibiotici.

In questo contesto, la prevenzione delle infezioni ricorrenti riveste un ruolo fondamentale: ridurre l’incidenza degli episodi significa anche diminuire la necessità di ricorrere a terapie antibiotiche. Accanto alle misure comportamentali e igienico-stilistiche, negli ultimi anni si è sviluppato un

crescente interesse verso l’utilizzo di nutraceutici e fitoterapici come supporto nella prevenzione delle recidive.

Approccio non farmacologico alla cistite: prevenzione e trattamento

La gestione non farmacologica della cistite si basa innanzitutto sull’adozione di corrette abitudini quotidiane, fondamentali sia per la prevenzione sia come supporto nelle forme non complicate. Tra le principali misure rientrano un’adeguata idratazione, che favorisce la diluizione e l’eliminazione dei batteri attraverso il flusso urinario, il regolare svuotamento della vescica, utile a ridurre il ristagno urinario, una corretta igiene intima e l’evitamento dell’uso eccessivo di detergenti aggressivi che possono alterare l’equilibrio del microbiota locale.

Accanto alle misure comportamentali, trovano spazio gli integratori alimentari e i fitocomposti, utilizzati sia in prevenzione sia come supporto nelle fasi acute o nelle recidive. Tra le sostanze maggiormente impiegate rientrano il D-mannosio, il Mirtillo rosso titolato in Proantocianidine, estratti vegetali e altri composti di origine naturale che possono contribuire a ridurre l’adesione batterica all’urotelio e supportare la funzionalità delle vie urinarie.

Il loro impiego si inserisce in un approccio integrato volto a ridurre il rischio di recidive e, indirettamente, la necessità di ricorso agli antibiotici.

In questo ambito, TL Pharma è costantemente impegnata nella ricerca di ingredienti innovativi e nello sviluppo di soluzioni alternative e complementari a quelle già esistenti, con l’obiettivo di offrire approcci sempre più efficaci e mirati nella prevenzione delle infezioni urinarie.

Conclusioni

La cistite rappresenta una patologia estremamente frequente, generalmente benigna ma caratterizzata da un impatto significativo sulla qualità della vita, soprattutto nei casi ricorrenti. Una corretta diagnosi e un trattamento appropriato sono fondamentali per gestire efficacemente l’episodio acuto e ridurre il rischio di complicanze o recidive.

In questo contesto, l’uso consapevole degli antibiotici assume un ruolo centrale, anche alla luce del crescente fenomeno dell’antibiotico-resistenza, che richiede un approccio sempre più mirato e basato sulle evidenze scientifiche.

Accanto alla terapia farmacologica, la prevenzione e le strategie non farmacologiche rappresentano un pilastro fondamentale nella gestione della cistite. L’adozione di corretti stili di vita, insieme all’impiego di nutraceutici e fitoterapici, può contribuire a ridurre la frequenza degli episodi e migliorare la gestione complessiva del paziente.

L’evoluzione della ricerca in questo ambito sta aprendo nuove prospettive, con l’obiettivo di integrare approcci terapeutici sempre più efficaci e sostenibili nella pratica clinica.

Bibliografia

[1]      M. J. Bono and S. W. Leslie, Uncomplicated Urinary Tract Infections. 2026.
[2]      J. Kranz et al., “European Association of Urology Guidelines on Urological Infections: Summary of the 2024 Guidelines,” Eur. Urol., vol. 86, no. 1, pp. 27–41, Jul. 2024, doi: 10.1016/j.eururo.2024.03.035.
[3]      “https://www.iss.it/pubblicazioni-focus/-/asset_publisher/GIDBUf2rmBr2/content/id/5204946”.
[4]      K. G. Naber et al., “Therapeutic strategies for uncomplicated cystitis in women.,” GMS Infect. Dis., vol. 12, p. Doc01, 2024, doi: 10.3205/id000086.
[5]      C. C. Butler, M. K. D. Hawking, A. Quigley, and C. A. M. McNulty, “Incidence, severity, help seeking, and management of uncomplicated urinary tract infection: a population-based survey.,” Br. J. Gen. Pract., vol. 65, no. 639, pp. e702-7, Oct. 2015, doi: 10.3399/bjgp15X686965.
[6]      S. Argüelles Rojas, J. G. Oviedo Ortega, and R. Velasco Sordo, “Interstitial Cystitis: Diagnosis and Treatment in a Pregnant Patient,” Cureus, Apr. 2021, doi: 10.7759/cureus.14549.
[7]      A. Augoulea et al., “Association of menopausal symptoms with sociodemographic factors and personality traits,” Menopausal Review, vol. 18, no. 4, pp. 191–197, 2019, doi: 10.5114/pm.2019.93117.
[8]      I. Ambite et al., “Molecular Basis of Acute Cystitis Reveals Susceptibility Genes and Immunotherapeutic Targets,” PLoS Pathog., vol. 12, no. 10, p. e1005848, Oct. 2016, doi: 10.1371/journal.ppat.1005848.
[9]      R. Stein et al., “Urinary Tract Infections in Children: EAU/ESPU Guidelines,” Eur. Urol., vol. 67, no. 3, pp. 546–558, Mar. 2015, doi: 10.1016/j.eururo.2014.11.007.
[10]    W. Saliba, O. Nitzan, B. Chazan, and M. Elias, “Urinary tract infections in patients with type 2 diabetes mellitus: review of prevalence, diagnosis, and management,” Diabetes Metab. Syndr. Obes., p. 129, Feb. 2015, doi: 10.2147/DMSO.S51792.
[11]    L. E. Nicolle, “Urinary Tract Infections in the Older Adult,” Clin. Geriatr. Med., vol. 32, no. 3, pp. 523–538, Aug. 2016, doi: 10.1016/j.cger.2016.03.002.
[12]    I. H. S. Benyamina, O. V. Nyongole, F. A. Mushi, D. W. Kitua, A. Otieno, and A. H. Mwanga, “Investigating bothersome lower urinary tract symptoms among people living with HIV on antiretroviral therapy: prevalence, influencing factors, and quality-of-life implications,” African Journal of Urology, vol. 29, no. 1, p. 62, Nov. 2023, doi: 10.1186/s12301-023-00394-y.

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